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mercoledì 4 gennaio 2012

Sancta Santorum Journal 38°

EDITORIALE INDIPENDENTE
WOMAN OF THE WEEK

Il tutto accade a Pocatello, una piccola cittadina dell Idaho negli Stati Uniti.
Jenni Lake, giovane ragazza di 17 anni, sta per vivere la drammatica sceneggiatura che la vita ha scritto per lei: una dura sentenza si abbatte come un macigno su di lei. I medici le diagnosticano un tumore maligno al cervello e alla spina dorsale.Due anni di cure e poche ma importanti speranze di farcela. Ma non è abbastanza. La vita, a volte beffarda, sembra metterci alla prova spingendosi a volte oltre il dramma, mischiando con maestria degna del più grande dei registi, tragedia e stupore, felicità e sofferenza. La storia, purtroppo comune a migliaia di persone nel mondo, giunge ad una svolta, una chiave di volta. Insomma uno di quegli avvenimenti che fa saltare sulla sedia il lettore di un libro finora monotono,solo che stavolta, a riempire le pagine c’è la vita stessa.Tanti sono del parere che dietro a tutti gli avvenimenti nella nostra vita ci sia il caso,tutto accade per puro caso; nessun destino. Avrà pensato diversamente Jenni,quando gli viene annunciato di essere incinta. La vita e la morte, l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega, distanti eppure cosi simili. La vita di Jenni significa la morte di suo figlio. La vita di suo figlio significa la morte di Jenni... A te la scelta sembra dire la vita alla giovane donna. I medici le spiegano che per far venire alla luce suo figlio, dovrà interrompere le cure antitumorali ed in quel caso lei sarà mamma, ma le suo
probabilità di sopravvivenza scenderanno a zero. Come un fiume in piena la storia fa il giro degli Stati Uniti e del Mondo intero. Migliaia di persone seguono la vicenda di Jenni che, affrontando il male, decide di interrompere le cure per poter dare alla luce ciò che con amore aveva concepito: “il suo ultimo desiderio era morire tenendo in braccio il suo piccolo”. E cosi è andata…Mentre Chad Micheal nasceva, sua mamma si addormentava. Ha chiuso gli occhi per poter vivere attraverso quelli di suo figlio. Ma non è morta del tutto…di lei rimane l’amore che immortale accompagnerà la vita di coloro che hanno intrecciato il loro cammino con il suo.

CRONACA/POLITICA ITALIANA

Chi non fa botti a Capodanno, resta sano tutto l’anno.
L’usanza dei botti non la capirò mai. Non parlo di fuochi d’artificio o effetti luminosi, ma di quelli che si limitano a scoppiare. Puzzano, assordano, costano, terrorizzano gli animali e feriscono le persone. Avevo 7 anni quando un cane, stordito da un petardo, mi morse una gamba. Avevo 10 anni quando un deficiente accese un’intera scatola di miniciccioli accecando un bambino e ferendone un altro. Avevo 14 anni quando conobbi un uomo che grazie a questo divertente passatempo 5 dita e mezzo su 10. Quindi sì, appoggio chi vuole bandirli nei vari comuni. Se vi ci soffermate un momento, vi ricorderete che negli ultimi 2 anni ci sono state diverse esplosioni di produttori di fuochi d’artificio. Parliamo di imprese familiari che però producono principalmente i botti, essendo quelle più grandi specializzate in fuochi d’artificio. Quindi, già elimineremmo un problema. Però questo intervento sarebbe di pubblica utilità e soprattutto umanità. Ecco i dati storici di feriti e morti nell’ultimo decennio:

Nel 2001 ci furono 4 morti e 800 feriti; nel 2002 circa 550 feriti; nel 2003 un morto e circa 570 feriti; nel 2004 circa 580 feriti; nel 2005 circa 550 feriti; nel 2006 un morto e circa 580 feriti; nel 2007 circa 530 feriti; nel 2008 un morto e circa 470 feriti; nel 2009 un morto e circa 380 feriti; nel 2010 oltre 500 feriti; nel 2011 un morto e circa 500 feriti.

E gli animali? Tra fuggiti, feriti e morti (quest’ultimi sono stati quasi 150 nel 2012) questa volta abbiamo largamente superato le 1000 unità. A che scopo? Molti cani e gatti erano di privati, probabilmente affetti di qualcuno. Siamo in tempo di crisi e bisogna eliminare le eccedenze. Partiamo da questa e facciamo un favore a noi stessi. Per gli interessati, ci sono già diverse petizioni (non online) a cui aderire. Vi invito a sottoscriverle.

CRONACA/POLITICA ESTERA

Venti di Guerra
Mentre il popolo americano comincia ad essere seriamente distratto da quel curioso evento mediatico che sono le Primarie (in questo caso Repubblicane), la Casa Bianca ed il resto del mondo hanno una nuova ed ennesima grana Iraniana da affrontare: la minaccia di Teheran di chiudere lo stretto di Holmuz.Questo stretto si trova tra l'Iran e l'Oman( Penisola Arabica), unisce il Golfo Persico con il resto del Mondo, è un braccio di mare di 60 km largo 30 km. La sua importanza è strategica, di qui passa il 40% del petrolio che viaggia via mare. Se lo stretto venisse chiuso Iraq e Arabia Saudita avrebbero enormi difficoltà ad esportare, molti paesi in Occidente, e non solo, avrebbero meno petrolio in arrivo, i prezzi salirebbero e si arriverebbe probabilmente ad uno scontro armato contro Teheran. Questa minaccia nasce come ritorsione, è l'ultimo tassello di una escalation Iran VS Resto del Mondo che prosegue da anni. L'Iran sta portando avanti da tempo un programma di arricchimento dell'uranio, secondo Americani ed Europei l'obbiettivo è di riuscire a dotarsi della bomba atomica, mentre la versione ufficiale del Governo Iraniano parla di centrali nucleari a scopo civile, ma ormai a questa versione non credono più neanche i Russi, sempre pronti a difendere Teheran. I piu' allarmati sono gli Israeliani che temono di essere i primi bersagli di un possibile attacco Iraniano, ma anche Americani, Europei, Russi e Paesi Arabi sono consci che armi nucleari nella mani di Ahmadinejad porterebbero ad una destabilizzazione dell'area che il mondo non può permettersi. I tentativi politici e diplomatici di fermare questo programma sono falliti, sono quindi state emesse sanzioni economiche da Washington che sono state ulteriormente appesantite negli ultimi giorni, arrivando ad una specie di embargo sul petrolio Iraniano. Queste misure sono molto pesanti per Teheran la quale ha reagito mostrando i muscoli con una settimana di esercitazioni militari e con la minaccia di chiudere lo stretto. Immediata è stata la risposta della V Flotta Statunitense di stanza nell'area, "ogni tentativo di chiudere lo stretto non sarà tollerato".
Lo stretto di Holmuz è di vitale importanza per il mondo, è soggetto a regolamenti internazionali,  gli Iraniani non arriveranno al punto di chiuderlo ma se ciò dovesse accadere immaginiamo un immediato ultimatum da parte della Comunità Internazionale che se ignorato porterebbe ad una guerra. . . . che oggettivamente nessuna delle due parti vuole.

Fonte:


CRONACA ROSA E SPETTACOLO

Guinness Divorce Record
Una nuova celebre coppia si unisce alla triste moda dei matrimoni lampo.
Katy Perry e Russel Brand divorziano dopo appena 14 mesi di matrimonio.
L’eccentrica cantante era andata contro tutto e tutti per sposarsi l’indomito comico inglese, una canzone dedicata al loro amore, copertine appassionate ed un apparente forte legame non sono riusciti a tenere salda la coppia. Secondo alcune indiscrezioni, i due non avrebbero firmato alcun contratto prematrimoniale e, salvo diversi accordi, in base al diritto californiano, Brand avrebbe diritto alla metà del cospicuo patrimonio della cantante. Le malelingue avevano già insinuato che l’interesse del comico non fosse unicamente rivolto alla dolcezza della cantante, tuttavia, sempre i ben informati, attribuiscono ai comportamenti infantili di entrambi, la causa del divorzio.
Pare infatti che il comico inglese non ce la facesse più di vivere negli States e che fosse infastidito anche dall’amicizia della moglie con Rihanna e proprio Katy pare essersi rifugiata tra le braccia dell’amica per farsi distrarre.
Ad ogni modo, per il mondo dello star system, 14 mesi sono una buona media, specialmente se andiamo a vedere i divorzi record, tra cui:
72 giorni per Kim Kardashan, 17 giorni per Sinead O’Connor, Eddie Murphy ben 14 giorni, Britney Spears 55 ore e, record dei record, Rodolfo Valentino  per sole 6 ore.
Chi sarà la prossima celebre coppia a battere questo triste record?


CALCIO E SPORT VARI
 ANCHE GLI ATLETI SI RIPOSANO TRA CAPODANNO E LA BEFANA!

VIDEOGAMES E TECNOLOGIE
Zelda and Theology

“Gesù prese il pane, lo spezzo in tre parti, che chiamo Coraggio, Saggezza e Potere, e le diede ai suoi discepoli Link, Zelda e Ganondorf”

Sui  videogiochi ne abbiamo ormai sentite di tutti i colori: accusati di satanismo, istigazione al razzismo, alla violenza e all’omosessualità (per saperne di più leggi i nostri articoli del 31/01/11, del 19/05/11 e del 23/05/11), pare proprio che l’opinione pubblica globale non abbia ancora compreso le potenzialità di questo nuovo interessante media.
Risulta, perciò, abbastanza curiosa la notizia della pubblicazione  del libro “Zelda and Theology” di Jonny Walls, disponibile su Amazon e nelle librerie americane dal 16 Dicembre.
Con questo saggio, l’autore, grande fan della saga di Zelda ed  esperto di teologia, si propone di individuare le analogie che possano accostare gli insegnamenti e i simboli del videogioco Nintendo al messaggio cristiano.
Si tratterebbe di un metodo del tutto nuovo per far avvicinare i più giovani (e i più nerd) alla morale cristiana. Una lezione di catechismo, per una volta, non appesantita da orrorifiche immagini di gente crocefissa, bensì ricca di spunti interessanti e di riferimenti al nostro videogioco preferito.
Al primo impatto, anche io sono rimasto scioccato dalla notizia. L’idea di far credere alla gente che “The Legend of Zelda”, gioco sviluppato da un manipolo di giapponesi presumibilmente scintoisti e buddisti, sia pieno di messaggi subliminali cristiani mi è parsa quantomeno ridicola.
Sul sito Zelda Universe (http://www.zeldauniverse.net/zelda-news/the-legend-of-zelda-and-theology/) è però possibile leggere uno stralcio di uno dei  primi capitoli del libro. Nel paragrafo si parla degli insegnamenti che si possono trarre dal venire assaltati da uno stormo di galline in A Link to the past: Uno dei valori che il mondo di Zelda ci vuole trasmettere  è proprio quello di saper indirizzare il proprio potere verso una giusta causa, di non lasciarsi corrompere da esso e di comprendere le proprie responsabilità.
Il riferimento è azzeccato, divertente e un po’ ironico, tanto da far ben sperare anche per il resto del libro.  Si capisce che l’autore non vuole affatto inserire forzatamente elementi di dottrina religiosa nelle righe di codice del nostro amato fantasy RPG. Semplicemente, quello di usare The Legend of Zelda è un metodo per far risaltare dei messaggi universali, i quali possono essere un esempio di ciò che c’è di buono nella morale cristiana.
Probabilmente il limite dell’analisi al solo Cristianesimo, senza considerare gli evidenti riferimenti ad altre importanti religioni, risulta essere il punto debole del lavoro. Espandere l’attenzione a tutte le religioni al fine di individuare i valori fondamentali della morale umana, tutti incarnati in una cassettina del Super Nintendo, avrebbe portato ad un risultato ancora più interessante. Ma forse tutto questo è troppo anche per Zelda.
Ciò che conta è che finalmente si comincino ad apprezzare i videogiochi anche come mezzo di comunicazione di messaggi filosofici importanti. Coloro che, ad esempio, sono in grado di rispondere alla domanda “What can change the nature of a man ?” sanno che da alcuni titoli sono ottenibili profondi insegnamenti; non ci sono solo violenza e depravazione (anche se, nell’opinione di chi vi parla, possono essere tratti pensieri profondi persino da un pluricriticato GTA IV). L’opinione pubblica dovrebbe esserne informata.

Fonte:


NERD E OTAKU
Elish
Apriamo l'anno nuovo con un gioco di narrazione molto particolare, Elish, più volte medaglia d'oro alle ruolimpiadi lucchesi. La caratteristica principale che si ripercuote sull'intero gioco è certamente l'appartenenza di tutti i suoi autori (da Vania Castelfranchi, oggi unico redattore, a Mario Calamita, Emiliano Coltorti e Taiyo Yamanouchi) al mondo del teatro, uniti dall'ambizioso progetto di autoprodurre e autodistribuire un gioco che ciascuno di loro aveva sempre voluto giocare durante gli anni in cui hanno maturato esperienza nei vari giochi di ruolo.
Ciò che salta agli occhi è il sistema regolamentare agile ed essenziale, che garantisce una base coerente per il mondo che si va a creare esaltando soprattutto l'interpretazione e la teatralità del momento ludico riducendo al minimo il ricorso a tabelle e interruzioni della storia di cui i personaggi sono indiscutibilmente protagonisti.
Guardando rapidamente il manuale, già il numero di pagine dedicate all'ambientazione prevale decisamente sul regolamento (oltre 250 contro poco più di 40, le ultime delle quali dopo la nuova edizione esclusivamente in pdf e non più nel manuale base), e un tratto molto interessante è il modo di scrittura della stessa in prima persona, come raccolta di testimonianze del mondo fantasy-medievale che è il Dima. Racchiuso entro confini distanti e spaventosi che nessuno ha mai voluto indagare a fondo, si trova diviso in tre grandi imperi distinti ma sotto il controllo del Triplice Imperatore. Scienziati e maghi si contendono l'influenza culturale, e in alcune terre sono vietate tutte le forme di tecnologia mentre in altre vige la severa proibizione dell'impiego di magia; ci sono comunque luoghi in cui vige l'assenza di qualsivoglia inquisizione e si favorisce il baratto come esaltazione di una società in perfetto equilibrio bandendo invece il denaro, fonte di tutti i mali. Culti pubblici e segreti, esaltati o proibiti definiscono religioni primordiali e di nuova formazione abbracciando scuole e monasteri per i membri delle razze "pure" che abitano questo mondo (nota importante: le razze indicate sul manuale sono quelle maggiormente diffuse e note, e viene lasciato a giocatori e narratori pieno potere sul crearne di nuove!). Come in altre ambientazioni fantasy, le energie magiche sono poteri sempre presenti nel mondo affrontati in diverso modo a seconda della scuola (Astromagia, Biomagia, Sfera di Nulla, Demonologia, etc...), ma a differenza di molti giochi di ruolo il sistema prevede una riflessione sugli effetti di ciascuna alterazione dell'equilibrio naturale, limitandone in parte l'impiego ma esaltando il ruolo del mago come sapiente, generalmente rispettato o temuto. Ciò non toglie che gli incantesimi possano essere estremamente utili e versatili, ma sono attentamente pesati sul piano regolamentare nella componente rituale richiedendo determinati ingredienti o un'esecuzione più complessa per giungere a risultati migliori, lasciando così più spazio sul piano interpretativo con la scelta sulla necessità di eseguirli o meno.
Il centro della storia, come detto, sono i personaggi. Esperienza e livelli sono ben lontani da questo sistema, affidato più alla storia individuale (che ne definisce alcune capacità) e agli avanzamenti che il narratore di volta in volta accorda in risposta a deterimante azioni di ciascuno. Ciò che viene raggiunto è una tridimensionalità in cui rileva ogni esperienza di vita vissuta, per cui la creazione del personaggio richiede molto più tempo, dato che la distribuzione dei valori nei singoli punteggi determina non soltanto capacità ma corrisponde ad un'attenta caratterizzazione e un solido ancoraggio al resto dell'ambientazione.

Fonte:

mercoledì 21 dicembre 2011

Sancta Santorum Journal 37°

EDITORIALE INDIPENDENTE
THE MAN OF THE WEEK

Come potrebbe non essere questa la sua settimana! Un anno intero di preparativi, una rete di intelligence da far invidia alla C.I.A.,  un esercito di folletti sottopagati, senza sindacati o libertà di manifestare in piazza e nove renne pronte a spararsi un giro del mondo in una notte.
Lui, Babbo Natale, o se volete Santa Claus, Julemanden, Άγιος Βασίλης, Papá Noel, Christkind, Weihnachtsmann, Viejito Pascuero, Babadimri…In qualsiasi lingua lo vogliate chiamare è in lui che milioni di bambini  in tutto il mondo ripongono la speranza di ricevere il regalo tanto ambito. Le persone con il crescere cominciano poi a fare richieste assurde (come se già fare un giro del mondo in una notte fosse roba da poco). Ecco quindi che il povero Babbo Natale si vede recapitare  letterine con le classiche frasi retoriche “Caro Babbo Natale, vorrei che quest’anno tu potessi portare la pace nel mondo,oppure, vorrei trovare l’amore quest’anno, e ancora, fà sparire la fame nel mondo,fà che mia madre possa perdonarmi,fà cessare la guerra etc.etc.”. Bhè cari miei io non sono Babbo Natale, non ho renne e neppure folletti alle mie dipendenze, ma voglio mettermi nei panni di colui che da piccolo mi ha fatto tanto sognare e gioire. Non chiedete la pace nel mondo a Babbo natale, trovate prima la vostra di pace, e trasmettetela agli altri come un dono: diventerà una catena solida. Non chiedete a Babbo Natale di trovare l’amore perché sono certo che tu, che ti reputi insoddisfatto sei circondato di amore,solo che non lo vedi. Pensi di no? Apri il cuore e ama come chi ti ha saputo amare e l’amore verrà. Bhè, tu che chiedi poi di far sparire la fame nel mondo… proprio tu che la sera di Natale mangi fino a sentirti male e ciò che avanza lo butti perché solo a vederlo ti viene la nausea…Guarda nel tuo piccolo mio caro, portando qualcosa alla Caritas  di zona. Non avrai di certo fatto sparire la fame nel mondo, ma qualche barbone avrà la pancia piena. Richiesta abbastanza particolare “Fa che mia madre mi perdoni”. Chissà che tua madre a sua volta non abbia inviato una letterina con scritto “fà che mio figlio non mi ferisca più”. La guerra la facciamo noi ogni giorno, per qualsiasi cosa, in fila al supermercato, allo stadio, in fila alle poste, invidiando la macchina dell’amico… L’invidia è odio e l’odio nutre la guerra. Lasciate Babbo Natale ai bambini, perché loro, con la loro innocenza, non fanno guerre, non feriscono, non odiano; chiedono giocattoli e non hanno bisogno di altro. Ma se tanti bambini, in tante zone del mondo quei giocattoli non li riceveranno mai, pur desiderandoli tanto, non prendetevela con Babbo Natale. Siamo noi stessi che gli impediamo di farli felici. Noi, bambini di ieri,che crescendo dimentichiamo la magia del natale. Se come me, ricordate la magia di quella notte incantata, regalate in qualche modo un pò di quell’atmosfera a chi non l’ha mai vissuta. Babbo Natale vi ringrazierà e lo aiuterete a portare a termine il suo lavoro. Babbo Natale siamo Noi.
Buon natale a tutti.

CRONACA/POLITICA ITALIANA
Frequenze No-Profit per Aerei supersonici.
La settimana scorsa vi raccontavo che con 30 miliardi da recuperare, abbiamo ben pensato di comprare 131 aerei militare per un costo pari a 18 miliardi di euro. Questi contratti sono stati siglati dal precedente Governo (poteva essere diversamente?), eppure non riesco ad accettare che quello attuale li rispetti. In Italia vengono continuamente violate disposizioni di legge, con Decreti Legge, Decreti Legislativi o Leggi che arricchiscono i furbi ed impoveriscono i cittadini. Basti pensare al Beaty Contest ovvero la gara, non indetta, che assegnava le frequenze televisive automaticamente al Biscione di Mediaset ed alla Rai. La prima otteneva illegalmente altri spazi televisivi (ricordo che Rete4 è abusiva) mentre la seconda creava posti di lavoro per familiari ed amici dei politici. Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo, ha ceduto alle richieste di alcuni partiti e di una fetta sempre più grande della società civile rimettendo all’asta le frequenze. In un momento in cui si chiedono agli italiani sacrifici senza pari, è inaccettabile regalare alle televisioni un bene pubblico rinunciando a diversi miliardi di euro.  Secondo Berlusconi:“Non credo che ci sia nessuno particolarmente interessato a un investimento per ottenere una frequenza”. In realtà c’era Sky Italia che, dopo diverse tensioni causate dalle strane regole della gara pubblica (certo, le voleva il Presidente del Consiglio), ha rinunciato. Sarebbe un sogno sostituire il Grande Fratello con un po’ di History Channel ed Emilio Fede con Sky Tg 24. In ogni caso, Passera si è preoccupato di non lasciare il Premier in mutande come faceva Ruby prima di diventare mamma. Grazie a qualche espediente tecnico, Mediaset otterrà ciò che voleva, violando però le Direttive Comunitarie che sanzioneranno l’Italia… ovvero Noi. Negli ultimi 10 anni ho letto di tutto… Indagati trasformati in Parlamentari per evitare la galera, il Vaticano che si è destinato i soldi dei terremotati per i viaggi del Papa, casi di prostituzione considerati come “questioni di Stato”, frequenze regalate, appalti truccati durati il doppio e costati il doppio pagati regolarmente, referendum usati come carta igienica ed addirittura tentativi di modifiche alla Costituzione con legge ordinaria ad opera di un Ministro della Giustizia (qualcosa di ridicolo anche per uno studente di legge del 1° anno). Eppure non si riesce a sfanculare, scusatemi il francesismo, questi parassiti, di natura o di fatto, nemmeno in tempo di crisi. In casi di URGENZA non si potrebbe non rispettare un stupido contratto che eviterebbe agli italiani di pagare qualche nuova imposta? Ma che ce famo co sti aereei? Se li hanno costruiti appositamente per noi, non ci sono storie, è giusto pagare. Ma se li avevano in deposito allora lì possono restare. Dovete sapere che, al contrario degli appalti truccati, molti appalti leciti non vengono retribuiti. Alcune aziende sono in grave difficoltà e rischiano il fallimento perché lo Stato non ha i soldi. E’ il caso di cominciare a giocare sporco, ma per ripulire e riparare il sistema.

Fonte:

Enrichetto, non andare via…
Canterebbe Baglioni. Fortunatamente il Direttore del Tg di La7 non mollerà la poltrona a qualcun altro. La scorsa settimana infatti aveva deciso di dimettersi pubblicamente, mandando anche segnali a Sky per un eventuale ingaggio, a causa di pressioni dell’azienda. In realtà il gruppo Telecom ha semplicemente riferito al sindacato dei giornalisti che Mentana si rifiutava, per l’ennesima volta, di leggere i loro comunicati in diretta. Il Direttore l’ha considerato un tradimento, dato che il sindacato aveva quindi il potere di agire contro di lui legalmente. Lui non era disposto a sottomettersi alle volontà del sindacato, nonostante abbia stipulato un contratto, perché l’informazione è libera e neanche i sindacati possono pilotare gli editoriale come gli pare e piace con i soliti slogan anni 60. Telecom, il giorno delle dimissioni temporanee, ha perso in borsa quasi 6 punti percentuale. Una dimostrazione di quanto l’informazione libera oggi sia rara e preziosa.

CRONACA/POLITICA ESTERA
Chi è Kim Jong-un???
Sabato il "Caro Leader" Nord Coreano Kim Jong-il (Denominazione ufficiale) è morto per infarto mentre si trovava in treno. La sua scomparsa è rimasta ignota per due giorni, anche ai servizi segreti
Statunitensi e Sud Coreani che quindi non hanno fatto una bella figura con i rispettivi governi.
La Corea del Nord vive nell'isolamento più totale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, è un paese Comunista che da sempre rifiuta di stare al passo con il resto del Mondo. I rapporti con la Corea del Sud, rea di essere troppo filo occidentale, sono da sempre tesi e la guerra del 1953 non ha mai avuto una conclusione ufficiale ma solo un armistizio. Kim Jong-il ha "regnato" per 17 anni, riuscendo a mantenere il segreto più totale sulla maggior parte del proprio operato, le informazioni a disposizione del resto del mondo sono sempre state poche e non completamente attendibili. Anche i suoi unici due interlocutori,Cina e Russia, non sempre sono riusciti ad avere un dialogo aperto e piena fiducia. L'unica cosa certa è la povertà e la miseria in cui la popolazione è costretta a vivere. Il "Grande Successore della causa  rivoluzionaria dell'ideologia Juche" è il figlio terzogenito Kim Jong-un. Chi è costui? Di lui non si conosce praticamente nulla! Si sa che ama la pallacanestro
Statunitense e la vita lussuosa, quindi Stati Uniti, Europa e O.N.U. brancolano nel buio più totale. Questa assenza di informazioni rendo l'Occidente nervoso, non sappiamo se sia un pazzo pronto ad usare ipotetiche armi nucleari o un ottimo interlocutore per seri passi verso una pace stabile. L'Europa ed il mondo hanno, oltre ai noti problemi economici, una seria questione diplomatica da affrontare ma non hanno idea di come fare o da dove cominciare.
Gli unici che probabilmente sono avvantaggiati sono i Cinesi, in quanto pare che Jong-un si sia recato proprio in Cina per farsi conoscere quando il padre ha avuto i primi seri problemi di salute.
Fonte:

CRONACA ROSA E SPETTACOLO
Gossippando qua e là…
Venduti all’asta i mobili della villa di Los Angeles dove Michael Jackson è deceduto. Stimati tra i 200 ed i 400 mila dollari, i beni sono stati venduti a più del triplo del loro valore. L’ancora forte attaccamento dei suoi fans? Più probabilmente una morbosa e macabra attrazione per il mistero che alleggia sulla morte del Re del Pop. Tra i mobili, infatti, è stato venduto il tappeto in cui il cantante venne disteso per poi essere vanamente rianimato. Valore del tappeto?  500 dollari, acquistato però a più di 15.000.

Giusy Ferreri dopo essersi operata per togliere un polipo alla gola, si sfoga su Facebook attaccando il suo team. Secondo la dichiarazione della cantante, infatti, il suo “entourage” non l’avrebbe salvaguardata e nonostante l’operazione sia andata a buon fine e la riabilitazione sia già cominciata, ha informato i suoi fan di aver letteralmente mandato a quel paese diverse persone del suo staff. Crollo nervoso o capricci di una star mancata?

Come ogni anno la celebra rivista Forbes ha pubblicato la lista degli artisti più ricchi del 2011. Tra le donne, il primo posto spetta a Lady Gaga che guadagnando circa 90 milioni di dollari, ha superato anche Oprah Winfrey, soprattutto grazie al personaggio che si è creata. La seguono seppur a distanza, Kate Perry con 44 milioni di dollari e Beyoncè con 35. Tra gli uomini invece, sono gli U2 ad accaparrarsi lo scettro di Re per aver incassato circa 190 milioni di dollari. Insomma la crisi non pare essere avvertita da tutti.

Nonostante il grande successo di X Factor di quest’anno che viene trasmesso da Sky, Morgan in un’intervista ad una celebre rivista ha dichiarato che seppur contento per il successo professionale si sente come uno specchio andato in frantumi. L’artista ha dichiarato che se non fosse per sua figlia, si sentirebbe spento e privo di vita oltre che certo di non poter più vivere un amore pieno. Crisi di mezza età oppure l’ennesima fase depressiva del controverso artista?

CALCIO E SPORT VARI
Inarrestabili
Cambia poco in vetta alla Serie A dopo la sedicesima giornata. Milan e Juventus infatti proseguono senza sosta la loro corsa a due per lo scudetto. I rossoneri nell’anticipo di sabato sera si sono sbarazzati, con qualche affanno ed un regalo del direttore di gara (il rigore del 2-0 è frutto di una palese simulazione di Boateng), di un Siena ben messo in campo e mai domo. I torinesi invece hanno superato abbastanza agevolmente il Novara per 2-0 mettendosi però in difficoltà da soli grazie ad un incredibili serie di errori sottoporta che ha tenuto aperta la partita per più di un’ora. Dietro di loro Lazio e Udinese si sono divise la posta nello scontro diretto (2-2) mostrando di essere ancora tra le squadre più in forma del campionato. Nell’altro posticipo la Roma (dopo il buon pareggio di lunedì scorso con la Juve) è riuscita nell’impresa di espugnare il San Paolo di Napoli grazie ad una prestazione consistente e ad una dose di fortuna senza precedenti. È comunque presto per capire se la squadra giallorossa ha finalmente ingranato dopo l’inizio di stagione davvero difficile, mentre per quanto riguarda il Napoli, questa sconfitta sembra tagliarlo fuori definitivamente dalla lotta per la Champions a meno di clamorosi ribaltoni. Chi invece, pur senza dare spettacolo, sta nettamente risalendo è l’Inter che, con quella di misura 0-1 a Cesena, ha ottenuto la quinta vittoria nelle ultime sei gare. Anche per i nerazzurri però arrivare al terzo posto sarà davvero dura.

Fonte:

VIDEOGAMES E TECNOLOGIE
South Park si fa RPG !
Il 1/12 abbiamo accolto con immenso entusiasmo e tanta curiosità la notizia della realizzazione di South Park: The Game, gioco di ruolo per PS3, Xbox 360 e PC con protagonisti i personaggi dell’irriverente serie TV di Comedy Central. L’ambizioso progetto è in fase di sviluppo da parte di Obsidian Entertainment, software house di grande esperienza nel campo dei GDR grazie a lavori del calibro di Never Winter Nights 2, Star Wars KOTOR e Fallout New Vegas.
Inoltre, per la gioia di tutti i fan, Obsidian ha confermato che Parker e Stone, i creatori della serie, stanno lavorando a stretto contatto con gli sviluppatori per la stesura di una sceneggiatura originale e politicamente scorretta come solo South Park sa essere.
Nel gioco interpreteremo un nuovo bambino appena trasferitosi a South park e dovremo affrontare l’ardua sfida dell’integrazione con gli altri alunni della scuola elementare, a cominciare con il mitico quartetto di Stan, Kyle, Cartman e Kenny. Non è ancora ben chiaro in che modo, ma la storia si svilupperà ben presto all’interno del filone fantasy tipico dei GDR (un possibile ritorno a Immaginationland ?).
Sarà proprio Erik Cartman, con tutta la sua strabordante cattiveria, a sottoporre al giocatore la scelta iniziale della classe del personaggio: per ora sono state annunciate le classi del Paladino, del Mago, dell’Avventuriero, del Ladro... e dell’Ebreo ! La classe (o la razza?) in questione sarà caratterizzata da un particolare spirito di sacrificio per cui diventerà più potente mano a mano che la perdita di punti vita la avvicinerà alla morte. E’ facile immaginare che una scelta del genere non ci farà certo entrare nelle grazie di Cartman, dal quale ci aspettiamo un’infinità di scherni crudeli e razzisti.
Per quanto riguarda i combattimenti, il sistema utilizzato dovrebbe risultare molto simile a quello visto nella serie di Paper Mario:  con il nostro protagonista impegnato in combattimenti a turni in stile Final Fantasy e aiutato da diversi comprimari che si alterneranno sul campo.
Con queste premesse e con l’aiuto di 15 stagioni di successo da cui estrapolare personaggi e contenuti, possiamo ben sperare che South Park possa finalmente incarnarsi in un videogioco degno di tale nome.

Fonte:

NERD E OTAKU
Big Bang Theory: una serie col botto!
Questa settimana passiamo in rassegna una delle più note serie televisive del mondo nerd, una sit-com oramai alla quinta stagione: Big Bang Theory. Ambientata nella californiana Pasadena, si tiene ben distante dalle spiagge per raccontare piuttosto (con un taglio altamente ironico) le (dis)avventure di quattro giovani scienziati del California Institute of Technology, i quali incarnano perfettamente alcuni archetipi del geek: molto intelligenti, amanti dei fumetti e dei giochi di ruolo, esperti di informatica, fantasy e fantascienza, sono personaggi altamente caratterizzati anche per le loro evidenti mancanze sul piano dei rapporti interpersonali. Leonard, fisico sperimentale e figlio plurivessato di una nota neuropsichiatra, vive continui imbarazzi soprattutto per l'approccio alla "nuova" (beh, per chi è alla prima serie!) e affascinante vicina di casa Penny che farà ingresso a pieno titolo nel gruppo ricevendo anche alcune puntate dedicate. Howard, ingegnere aerospaziale ancora in appartamento con la madre, si atteggia a playboy del gruppo vantando innumerevoli e fantasiose avventure, mentre il suo amico Rajesh, astrofisico di origine indiana, soffre di una forma di mutismo selettivo che gli impedisce di comunicare con il sesso femminile...almeno nelle prime puntate (spoiler alert!). Sheldon, fisico teorico texano e di famiglia ultraconservatrice, è il coinquilino di Leonard, e nonostante l'elevatissimo QI sembra totalmente inesperto nel comprendere la vita sociale anche nei suoi strati più elementari.
Come si può facilmente comprendere dai preamboli, la serie ha un forte stampo comico che purtroppo si va leggermente diluendo all'interno della quinta stagione, e nonostante nuovi ingressi di personaggi ancor più paradossali, forse si è un po' perso lo spirito goliardico delle prime stagioni andandosi ad aggrovigliare eccessivamente in alcuni "vicoli ciechi" di storie che lasciano lo spettatore un po' insoddisfatto. Ciò non toglie che forse gli autori della Chuck Lorre Productions hanno in mente alcuni sviluppi interessanti, ma le troppe svolte nella storia iniziale, pur necessarie per variare il tema della serie, hanno ultimamente faticato a strappare sane risate e battute degne di essere citate.
Tolta questa considerazione critica, il giudizio sulla serie è ad ogni modo estremamente positivo, e sono degne di merito moltissime battute che alcuni dei più nerd si vantano di aver compreso nell'immediato (ad esempio, il paradosso del gatto di Schroedinger è più volte citato, tanto per dirne una!) grazie alle proprie conoscenze chimico-fisiche, del mondo dei fumetti e di Star Trek e...beh, insomma, si parla delle basi che contraddistinguono ogni buon nerd che si rispetti no?
Per la prima volta nelle rubrica, dedico in chiusura l'immagine degli allineamenti di alcuni personaggi della serie: http://cdn.leganerd.com/wp-content/uploads/LEGANERD_035273.jpg.
Buona visione!